lunedì 5 febbraio 2018

ENDOMETRIOSI: LA GUARIGIONE RISIEDE NEL TORNARE NEL PROPRIO RUOLO


Carissimi lettori, e soprattutto lettrici,
da tempo ormai affermo che le cause di questa malattia, l'endometriosi, così invalidante e, purtroppo, così diffusa in questi ultimi anni, risiedono in più fattori.
I fattori sono esterni e interni a noi donne.
I fattori causali esterni sono i retaggi culturali e religiosi derivanti da millenni di patriarcato e svalutazione della donna, che hanno portato la donna a smettere di credere in se stessa e nell'immensa capacità che ha per natura: CREARE.
Certamente anche i fattori ambientali quali l'inquinamento, l'esubero di farmaci e di vaccinazioni, i cibi contenenti conservanti e sostanze chimiche, hanno contribuito a indebolire i nostri apparati riproduttivi, tant'è vero che nei paesi dove la popolazione vive ancora in stretto contatto con la natura e a ritmi più umani, l'incidenza di questa malattia è quasi pari a zero.

Sulla base di queste statistiche, io qualche domanda me la faccio...

Aggiungiamo i fattori interni, quindi una mancanza di autostima e di fiducia nelle proprie capacità, la mancanza di amore e accettazione di sè, il bisogno malsano di avere un compagno, anziché il cercare di creare un rapporto basato sullo scambio reciproco, e l'assumerci responsabilità che non ci riguardano all'interno della propria famiglia di origine - ad esempio: fare da mamma alla propria mamma - o nella famiglia attuale: fare da mamma al compagno o rivestire il ruolo di figlia con il compagno o con i propri figli, tutto questo significa creare un terreno fertile per la malattia, che altro non rappresenta, simbolicamente, che l'investire energie in "ruoli e luoghi" che non ci appartengono.


Ho voluto fare questa premessa come introduzione alla nuova testimonianza che Elisa ha molto gentilmente accettato di scrivere per noi, affinché possa essere un aiuto per le tante donne che, non trovando risposte soddisfacenti nella sola cura ormonale o chirurgica, sentono la necessità di curare se stesse compiendo anche un percorso interiore di auto-guarigione.
Così è stato per Elisa, che dopo aver letto le altre testimonianze di guarigione pubblicate su questo blog, mi ha contattata e abbiamo cominciato un meraviglioso percorso di auto-guarigione su più livelli che, con grande dolcezza e coraggio, oggi ci racconta: 

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"Eccomi qui a quasi 2 anni dal nostro primo incontro. Io sono Elisa.

La mia strada verso l’endometriosi inizia nel 2009; io  stavo bene, ma la vita prova a mettermi di fronte alla realtà, con una gravidanza non cercata.
Credevo, e credo, che i figli sono un dono, ma quel dono proprio non riuscivo ad accettarlo, e decido con molta sofferenza e insieme a mio marito, di non tenerlo. 
Passo giorni infernali, provo in tutti i modi a comunicare con quest’anima dentro di me, ma non riesco ad aprirgli il cuore, nel profondo spero che mi abbia già abbandonata, per non dover essere la responsabile della sua mancata venuta al mondo.
Dopo l’intervento, mi sento quasi sollevata di avercela fatta, e di poter tornare alla vita, anche se si torna alla vita solo a metà o almeno così è stato per me... Vado avanti, dopo un anno, nonostante le precauzioni per evitarlo, e mi ritrovo di nuovo nella stessa situazione; dico a me stessa che deve essere un segno, che io questo figlio lo devo mettere al mondo, ma comincio a stare male: ho incubi tutte le notti, sogno bimbi che mi strangolano, e case e luoghi orrendi sporchi e bui di cui parlo col mio medico, che mi consiglia di parlare con una psicologa, così decido ancora di non tenerlo, proprio non ce la faccio, e li comincia ad incrinarsi l’idea che avevo di me: io che mi ero sempre considerata una donna forte, ora crollavo davanti a un esserino, ma quell’istinto materno non lo avevo, era una cosa chiara nella mia mente, io non volevo figli, e con molta  rabbia verso me stessa, procedo con un'altra interruzione. 
Stavolta però è diverso, stavolta piango a tutti i controlli, a tutti i colloqui; per un breve momento penso di tenerlo, e in quel momento mi sento felice, ma poi continuo l’iter e vado fino in fondo, consapevole che non ne verrò fuori, e infatti da li comincia la mia seconda vita, perché da quel momento in poi tutto ciò che faccio o sono, lo rapporto a prima di quel momento e a dopo, una vita di “prima non ero così”, ma vado avanti e senza quasi accorgermi mi rinchiudo in questa gabbia.
Passano gli anni, e fingo che non sia successo, fingo di non soffrire, fingo di stare bene, fingo di vivere, ma mi accorgo di non essere più io... mi accorgo di non ridere più col cuore, provo disagio davanti a donne incinte, piango davanti a foto di neonati, e sto male ogni volta che mi imbatto in qualsiasi cosa mi ricordi ciò che è accaduto, ma mi faccio forza e vado avanti, guardando solo le cose positive della mia vita. 
Una notte mi ritrovo di nuovo dentro quell’ospedale, penso di sognare, perché in realtà sono nel mio letto, ma sono anche sveglia, e continuo a vedere l’ospedale, tremo piango e continuo a dire a mio marito: "svegliami, ti prego svegliami, portami via, prendimi a schiaffi, fa qualsiasi cosa, ma fammi uscire da qui!" 
L’indomani comincio ad andare da una psicologa, che mi dice che ho avuto un attacco di panico molto grave; continuo la terapia per mesi e lei sostiene che ho già elaborato tutto da sola, finché insieme decidiamo di interrompere. Ero apparentemente guarita, ma in realtà avevo solo trovato un posto ancora più profondo dove nascondere il dolore. 
Passa il tempo e comincio ad avere il mestruo sempre più doloroso , accompagnato anche da abbondanti nausee, il mio cervello rettile mi dice che ho le nausee perché ho sempre paura di essere incinta, se non ché, un bel giorno svengo dal dolore, e li comincia il pellegrinaggio da diversi ginecologi; ogni volta sostengo di avere l’endometriosi e loro dicono di no, ma intanto i dolori diventano sempre più forti e durano sempre di più, fino a diventare costanti tutti i santi giorni... comincio a non avere più energia, a non guidare più per paura degli svenimenti che arrivavano senza preavviso. Chiudo così la mia attività, avevo 37 anni ed era come averne 150, poi trovo un ginecologo che mi propone la pillola o antidolorifici sempre più forti, e poi eventuale intervento, oppure “faccia un bimbo signora”.    
Ma con quale coraggio potevo pensare di meritarmelo ancora? In ogni caso cerco di seguire il suo consiglio e smetto di usare precauzioni, tanto il mio corpo mi aveva assecondata, creandone una "infallibile".

Un giorno leggo un articolo che parla di endometriosi e problematiche legate al desiderio o no, da parte della donna di avere figli, e mi si apre un mondo, capisco che è quello il mio problema, cosa per cui tra l’altro mi sono sempre sentita anormale per la mia assenza di istinto materno.

Comincio a fare ricerche e mi imbatto nel blog di Cristiana, non ci penso due volte, la chiamo e in attesa dell’incontro scarico la sua guida "Endometriosi: si può autoguarire" e inizio subito col cambio di alimentazione; al primo incontro ho pianto tutto il tempo, mi sentivo l’essere più miserabile sulla terra, ma capisco subito che lei sa quello che dice, individua subito che il mio problema è che sono mamma con tutti: amici, genitori, marito, suoceri, conoscenti, chiunque.
 ”Devi lavorare sul ruolo”, mi dice. Tutto all’improvviso diventa chiaro. Fin dal primo mese io comincio a vedere quello che prima non vedevo, che avevo sulle spalle le vite di tutti, risolvevo i problemi di tutti, capivo tutti, aiutavo tutti, pensavo a fare le cose per tutti, tranne che per me. Tralasciavo me stessa, la mia casa, la mia vita per gli altri, senza mai neanche farmi la domanda se fosse normale che facessi e pensassi a tutto io, che fossi sempre presente e disponibile, e che mi donassi sempre e solo agli altri senza neanche mai pensare che forse era troppo. Come potevo in tutto questo trovare il modo, l’energia? Come poteva anche solo nascere in me il pensiero di diventare madre? Il mio dare tutta me stessa agli altri mi aveva precluso la gioia di diventare mamma.

Allora ho iniziato a mettere le cose a posto, a dare a ognuno il giusto, compresa me stessa, a smettere di fare la mamma con tutti.
ho cominciato a essere figlia, moglie, sorella, amica, e intanto ho cominciato a stare meglio: la nausea era sparita, i dolori pure,  e attendevo con ansia gli incontri con Cristiana per raccontarle i miglioramenti; abbiamo lavorato tantissimo anche sul dolore che mi portavo dentro dopo le IVG e lei mi diceva che un giorno avrei capito perché quelle due anime avevano scelto di venire da me e non nascere, lo avrei capito col perdono di me stessa, perdono che è arrivato dolcemente, insieme alla comprensione del perché...
Adesso quelle anime le riconosco e le amo immensamente, mentre prima avevo paura anche solo di nominarle... le ringrazio tutti i giorni per quello che sono venute a portare nella mia vita, perché se non ci fossero state loro io non avrei mai capito che il mio bisogno di essere amata e accettata mi spingeva a dare tutto agli altri, a mettermi al loro posto, derubandoli tra l’altro del loro ruolo e delle loro responsabilità, e della loro opportunità di evolvere, e sentendomi anche buona per questo, pensando di fare bene senza mai minimamente chiedermi se fosse giusto perché mi avevano insegnato così!
In questo percorso di Luce, amore e consapevolezza, sono rinata alla vita.
Certo è stato anche faticoso a tratti, ma solo chi davvero ti ama accetta le conseguenze di un cambiamento così grande, e anche questo aiuta... ho imparato a vedere gli altri come specchio, mi hanno messo di fronte cose che mai avrei pensato mi appartenessero, come la paura del giudizio, il bisogno di essere amata, riconosciuta e accettata, e ogni volta che ho capito li ho ringraziati, consapevole del loro ruolo, senza però più plasmarmi in base alle loro esigenze.
Ogni difficoltà è stata un’opportunità, ogni crisi un’evoluzione.
ho scoperto a 40 anni chi sono e cosa voglio, ho ripreso a studiare, ho chiaro cosa voglio donare al mondo in questa mia vita terrena e ora mi impegno per riuscirci, trovando il tempo e il modo, sapendo che nessuno potrebbe dissuadermi; ho anche capito che adesso sì, sarei pronta a fare la mamma, con una consapevolezza nuova, sapendo di aver spezzato alcune di quelle catene energetiche, di quei pensieri e atteggiamenti errati che avrebbero ereditato i miei figli, e sono grata di tutto ciò, sono grata ai miei bimbi, a Dio, ai fiori, e a Cristiana che mi ha guidata con la comprensione, la dolcezza, la fermezza e la professionalità dell’ anima splendida che è. 
Grazie."



martedì 30 gennaio 2018

DISTURBI FEMMINILI: COME CURARE SE STESSE CON LE ESSENZE FLOREALI


Un corso che nasce dall'esperienza di moltissime donne che hanno risolto i loro disturbi della sfera ginecologica ricorrendo alle cure naturali, e principalmente alla Floriterapia, attraverso un percorso evolutivo di consapevolezza.

La cura non è nient'altro che Amore...
e ogni donna ha la capacità in sè di curare,
perché la donna, per natura, ama.
Le basterà solo riscoprire i doni insiti in se stessa e conoscere chi è veramente,
 affinché il proprio grembo guarisca
e la donna ritorni nel ruolo che le è sempre appartenuto.

 

PROGRAMMA:
– Il ruolo socio-culturale della donna
– I retaggi sociali, religiosi e familiari sul femminile
– Il significato simbolico degli organi riproduttivi femminili (utero, ovaie, tube di Falloppio, intestino, vescica, vagina, reni, seno)
– I disturbi fisici associati ai vari organi
– La terapia con i Fiori di Bach per l’auto-guarigione psico-fisica
-  Alcune essenze floreali californiane, australiane, peruviane ed essenze animali, efficaci nei disturbi femminili
– Le tecniche olistiche e naturali complementari ai fiori per la gestione dei problemi femminili
– Rituale finale di Armonizzazione del Grembo

(Si richiede alle partecipanti di portare con sè 2 coppette in vetro/ceramica e uno scialle/sciarpa al quale sono affezionate)


Sede del corso
Il corso si svolgerà a Rimini, presso il centro Luna Nuova, in via della Luna, 12.

La sede è situata in posizione facilmente raggiungibile sia dall'uscita dell'autostrada Rimini Sud, sia dalla stazione ferroviaria.

Alla fine del corso verrà rilasciato ai partecipanti l'attestato di partecipazione, utile per la composizione del proprio curriculum di studio professionale in base alla  Legge 4 del 14 gennaio 2013 – Disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini e collegi.

Costo e modalità di iscrizione
Costo del corso € 195 (+ € 10 quota associativa)
Potrà avvalersi di un particolare sconto chi si iscrive entro il 21 Gennaio 2018, 
€ 165 anzichè € 195.
I posti sono limitati, le iscrizioni verranno chiuse domenica 11 Febbraio.

Per l'iscrizione al corso o ricevere ulteriori informazioni, compilare il modulo sottostante, oppure telefonare al 338 5925326.

Per informazioni riguardanti la didattica del corso: 
Cristiana Zenoni, tel. 328 8171805


giovedì 21 dicembre 2017

ENDOMETRIOSI: dalla malattia al concepimento di una nuova vita


Cari amici di questo blog,
è con grandissimo piacere che oggi pubblico una nuova bellissima testimonianza, quella di Silvia, che ringrazio tanto per il suo coraggio nell'affrontare la malattia, sempre con determinazione, superando i momenti di sconforto, e credendo alla Luce che vive dentro ognuno di noi.
La ringrazio anche per voler raccontare la sua esperienza affinché sia di aiuto alle tante donne che, a causa di retaggi culturali, religiosi e familiari, oggi soffrono di endometriosi o di qualsiasi malattia ginecologica.

"Ecco la mia storia, che con onore e molta emozione, vorrei condividere con tutte le donne che leggeranno queste righe.
Il mio percorso con la voglia di guarire dalla malattia "inguaribile" che mi era stata diagnosticata: L'endometriosi.
Quanto ero spaventata da quella parola... "inguaribile".


Mi sentivo sola e in un vicolo cieco; nessuno, nemmeno i medici sapevano spiegarmi cosa fosse davvero. Le uniche cure disponibili erano gli ormoni, ai quali sono allergica; l'unica soluzione pareva essere l'intervento chirurgico, che rifiutai immediatamente perché non sentivo essere la via adatta a me.

Avvertivo una sensazione forte che mi spinse poi a prendere la decisione.
In tutta questa confusione, in tutta questa paura, non vedevo la luce in fondo al tunnel e nel frattempo dolori e frustrazione aumentavano.
Poi conobbi Cristiana e qualcosa dentro me mi diceva che con il suo aiuto avrei fatto passi avanti. E così fu.


Nell'intraprendere un percorso interiore con lei, gradualmente imparai ad accettare la malattia; con l'aiuto dei fiori e la terapia verbale ho imparato a vederla come un'opportunità. Da qui a breve, i dolori iniziarono a cambiare, a diminuire, e soprattutto la situazione iniziava a fare molta meno paura.
Questo perché ho iniziato a scavare nelle mie paure; piano piano le ho dapprima affrontate, e poi accettate e amate; fanno parte di me e Cristiana un giorno mi disse " ti hanno aiutata comunque a difenderti fino ad ora, non giudicarle."

Ho iniziato a fare yoga, a meditare, a respirare, a ricevere reiki e cranio sacrale, con l'unico obiettivo di ritrovare la mia salute e il mio sorriso. 

Piano piano mi si è aperto un mondo e si accese la luce nel tunnel. 
Feci la prima visita dopo l'inizio della nuova vita e andò tutto alla grande. Ciste sparita, aderenze che avevo in vescica e parte dell'ovaio sinistro, ridotte!! Ero felicissima. Piansi le più belle e profonde lacrime di gioia.

Scavando sempre più in profondità di me stessa, con l'aiuto dei fiori di Cristiana, ho reimparato ad amare me stessa; ho tolto il giudizio e perdonato me stessa; così come ho smesso di dare colpa agli altri delle mie sofferenze. 
Mi sono resa responsabile delle mie azioni e delle mie scelte.
 
Ho lavorato tanto su me stessa e per me stessa. Ho arricchito il mio cuore con un amore che mai mi ero concessa. Ho perdonato mia madre, capendo che non si può insegnare ciò che non si conosce; che non si può e non si deve pretendere nulla da nessuno; ho compreso che ognuno di noi fa del suo meglio ogni giorno.
Non è stato sempre facile, anzi, più andavo a fondo e più le paure, i rancori, le rabbie, le delusioni e il dolore uscivano fuori e facevano male. 

Ho elaborato dolori che da anni cercavo inconsapevolmente di nascondere sabotando la mia mente e inaridendo il mio cuore...

L'endometriosi passava sempre più in secondo piano: stavo guarendo e volevo guarire sempre più profondamente me stessa, oltre la malattia che mi aveva spinta a iniziare questo percorso di auto-guarigione.

Ho così stravolto in meglio la mia vita; mi sono resa consapevole che le paure mi avevano portato a chiudermi in una gabbia che, se pur dorata, sempre gabbia era; di questo, dapprima, davo la colpa agli altri, ma in realtà, io e soltanto io ho voluto chiudermi. 
In quel momento avevo bisogno di quello per sentirmi al sicuro. 
Più conosci e ami te stessa, più impari a lasciare andare tutto ciò che in realtà non ti serve.... lo ringrazi e lo lasci andare.

In questo viaggio meraviglioso, ho incontrato tantissime persone straordinarie che hanno arricchito ancora di più la mia vita, una su tutte il mio attuale compagno. Pian piano ho ripreso in mano la mia vita.
A 36 anni mi sono iscritta all'università.
Senza un lavoro fisso, che pensavo fosse un problema grandissimo, ho iniziato, insieme al mio compagno, i lavori per la nostra casa nuova.
Nel frattempo, quando meno ce lo aspettavamo, l'universo ha arricchito ancora di più le nostre vite: una creatura meravigliosa e più coraggiosa di noi, ci ha scelti come genitori.


La felicità di quel momento per me è stata immensa seppur mista ad incredulità e paura di non essere all'altezza. Mi sono sentita e mi sento ancora nuda davanti al miracolo della vita. Davanti al frutto dell'amore.
Nulla è impossibile se lo si vuole davvero.

Il mio percorso di autoguarigione non finirà mai, perché non è semplicemente un percorso, ma è la mia vita, è diventato ormai il mio modo di essere.
Voglio condividere con voi la mia esperienza, sperando vi sia utile a credere sempre di più in voi stesse.
Non permettiamo a nessuno di dirci cosa possiamo e non possiamo fare. Possiamo tutto.
Non cercate di combattere la malattia, piuttosto trasformatela in opportunità, perché così è.
Restiamo costantemente in contatto con il nostro Utero con la nostra parte creativa. 

Teniamo aperto il cuore e doniamo amore. Viviamo il ciclo mestruale come un qualcosa di sacro e non come un impedimento.
Non pensate a guarire voi stesse solo per avere un figlio, arriverà quando avrete imparato ad amarvi davvero.
Abbiate pazienza e rispettate i vostri limiti; non smettete mai di avere fiducia in voi stesse e nel vostro cuore. Ognuna di noi troverà la sua strada; si può cambiare quel destino che pare sia già scritto; si può cambiare soprattutto se sono stati altri a scriverlo al posto nostro. Scriviamo noi la nostra vita.
Il passato è storia, il presente è vita.
Lavorerò ancora di più su me stessa, per far si che mio figlio/a possa crescere libero; libero anche dal mio modo di pensare. Voglio che sia una persona libera e che si ami dandosi fiducia.
Non giudicatevi, ma amatevi; in sostanza è tutto quello che dobbiamo fare davvero.
Un grazie speciale a Cristiana ❤.
Un abbraccio di luce a tutte,
Silvia
."


Se sei interessata a intraprendere un percorso interiore di autoguarigione, puoi scrivermi una mail chiedendo informazioni all'indirizzo info@terapiafloreale.it 

Per comprendere meglio il percorso compiuto da Silvia e dalle altre donne che hanno lasciato fino ad ora le loro testimonianze su questo blog, ti invito a leggere la guida che ho scritto, intitolata "Endometriosi: si può autoguarire", disponibile in e-book e scaricabile cliccando QUI
 

lunedì 26 giugno 2017

ENDOMETRIOSI: l'AUTOGUARIGIONE avviene attraverso un PERCORSO INTERIORE EVOLUTIVO


Carissime amiche,
vi presento un nuovo caso, una nuova testimonianza di auto-guarigione e anche, a mio parere, un esempio perfetto di che cosa significa intraprendere un percorso interiore evolutivo per curare il corpo e l'anima.
Ringrazio pubblicamente questa donna, che desidera mantenere l'anonimato, ma che ha accettato con gioia di condividere la sua storia fin'ora, così che altre donne possano essere incoraggiate a intraprendere un viaggio interiore di consapevolezza.

"Ciao Cristiana! 
Se ti può far piacere ti racconto la mia esperienza! 
A febbraio ho avuto una visita ginecologica dove avevo 2 cisti endometriosiche all ovaio destro di piccole dimensioni ma comunque con forti dolori alla pancia, alla schiena, alle gambe,forte stanchezza e umore a terra. 
A marzo ho iniziato un percorso naturale durante il quale ho assunto alcuni prodotti fitoterapici.
Inoltre ho iniziato con i fiori, con "equilibrio donna" e poi con fiori specifici per me scelti attraverso il test dei fiori! 
Mi sono resa conto che le emozioni cambiavano nel tempo portandole a volte all'estremo! Ho iniziato ad applicare tutte le sere l'argilla verde ventilata sulla pancia assieme a gocce di lavanda! Inoltre mi sono affidata ad un osteopata il quale attraverso massaggi m'ha aiutata a far fluire l'energia nel mio corpo! 
Nel frattempo ho smosso la mia vita sentimentale che in quel momento non mi faceva più stare bene. 


Ieri ho avuto un controllo ginecologico e a sorpresa della ginecologa una ciste s'è RIASSORBITA e l altra è così piccola che se fosse stata vista così in una delle visite iniziali non avrebbero potuto dire si trattasse di endometriosi! 
Sono molto felice mi sento meglio e più forte...ho curato molto anche l'alimentazione. 

La scorsa settimana prima della visita ginecologica ho messo insieme le carte delle visite passate da portare con me e per la prima volta m'è balzata agli occhi una cosa: tante corse al pronto soccorso per cosa? 
Per farmi dire sempre e solo le solite cose! Mi sono fatta un pò di tenerezza x quanto ero spaventata...ma poi una volta iniziato questo bellissimo percorso naturale ho smesso di andare al pronto soccorso e sono diventata consapevole del dolore che avevo e lo sopportavo, ed ho capito che era IN RELAZIONE ALLE MIE EMOZIONI, quindi se ero nervosa avevo la pancia che pizzicava mentre ora che sono tranquilla non accuso più quei forti dolori!
Ho sottolineato il tuo libro (Endometriosi: si può auto-guarire) x rileggere le frasi nei momenti di sconforto! Una fra le prime frasi che mi ha colpita e incoraggiata è che l'endometriosi non è una patologia cronica e progressiva.
M'ha colpito anche molto la parte sull'acqua... l'acqua che spegne il "fuoco" della rabbia, e cosi mi sono fatta l'abbonamento in piscina e vado ogni settimana..è un vero piacere andarci e specialmente le prime volte che andavo dicevo all'acqua: "prenditela tu la mia rabbia" e devo dire che m'ha aiutato molto! 



La scorsa volta ho accennato qualcosa anche alla mia ginecologa del percorso che sto facendo ed era molto curiosa però non mi sono sbilanciata troppo perché ho avuto paura di essere scoraggiata dal suo pensiero; però credo che più avanti racconterò meglio la mia esperienza in modo tale che anche la medicina tradizionale inizi ad aprire gli occhi perché il corpo è molto di più di ciò che credono..IL CORPO PARLA!
Attualmente sto ancora prendendo la pillola che comunque m'ha aiutata nella gestione del problema, ma so che presto la smetterò! 

Ti farò sapere più avanti se sarò riuscita a pulire del tutto la mia pancia..e io credo di si!


È un mondo affascinante questo dei fiori ed ogni volta che faccio il test e leggo il significato di ciascun fiore ottenuto, resto incantata dal modo in cui i fiori riescono a sintonizzarsi con la mia energia!
Non da ultimo mi è molto caro il tuo ebook dal quale ho imparato molte cose, ma soprattutto m'ha dato coraggio e m'ha aperto molte strade per cercare di curarmi..strade che nessun ginecologo ha saputo indicarmi! 
Quindi grazie di cuore!!!"
 

lunedì 12 dicembre 2016

ENDOMETRIOSI: ora lo so che c’era e c’è anche un’altra strada. Si chiama “ESSERE SE STESSE”


Carissimi,
leggendo la testimonianza di Anna non ho smesso un attimo di sentire i brividi in tutto il corpo!
Il suo è uno splendido percorso di consapevolezza unito all'azione che l'ha portata alla guarigione e qui, oggi, ha accettato di condividere la sua esperienza, così che possa essere uno stimolo positivo per altre donne che stanno percorrendo una strada simile alla sua.
Ecco il racconto di Anna, che ringrazio tantissimo per le sue parole e la sua disponibilità a esporsi, in primis verso il suo cuore...


"Volevo essere speciale.
Perché?
“E vissero per sempre felici e contenti” lo dicono solo alla fine delle favole, ed io ci credo, so che è vero. Cenerentola così buona e paziente con tutti. Biancaneve così gioiosa e brava nel mettere in ordine la casa dei nani. La Bella Addormentata così dolce e gentile e delicata. Vedi come sono tutte così speciali? E’ per questo che vivranno felici e contente. Perché sono speciali. Anche io voglio essere speciale! Devo essere speciale. A tutti i costi!
E sono entrata in un tunnel. Forse non avevo imparato ancora a leggere bene, o forse il cartello non l’ho proprio visto, o forse era indicato male, o forse non gli ho dato peso…fatto sta che sono entrata in un tunnel, ma era quello dell’infelicità. Che fa una speciale? Deve prendere voti altissimi di sicuro. E deve fare cose difficilissime. Deve essere ubbidiente. Deve essere brava in tutto. Tutto deve venirgli facile e perfetto al primo colpo. Pensa una cosa, si mette subito a farla, ed eccola lì realizzata…perfetta e bellissima come desiderava, e in pochissimo tempo. Una speciale urla e litiga o fa finta di non offendersi? Forse la seconda. Una speciale reclama attenzioni o finge di non avere bisogno di nulla? La seconda, di sicuro la seconda. Una speciale si accontenta di tutto o sceglie quello che le piace? Credo la prima. Beh di sicuro una speciale non fa errori! Di sicuro una speciale non sbaglia mai. Sa sempre quello che deve fare e quello che non deve fare. E se io non lo so? Aspetto…meglio non scegliere. Una speciale non sbaglia…io non posso sbagliare e se non scelgo non sbaglio …

Ed ecco che il tunnel dell’infelicità è finito in una grotta. Buia. Molto buia. Ed io mi sono raggomitolata in un angolo. Era una grotta piena di paura. Di insoddisfazione. Di senso di inadeguatezza e di fallimento. Di sfiducia. Era una grotta piena di terrore per me stessa. Era una grotta piena di dolore che non volevo sentire. Era una grotta piena di rumore. Ed era fredda. Tanto fredda.
Vista da fuori era una grotta bella, sorridente, felice. Aveva fiori e piante. Qualcuna cresceva meglio di altre. Insomma vista da fuori era promettente. Poteva diventare senza troppi problemi una bella collina rigogliosa.
Ma dentro il buio aumentava. E anche il freddo. E anche la paura.

Eppure piano piano un piccolo, minuscolo desiderio di non arrendersi è riuscito a farsi spazio. E un corso di teatro ha iniziato ad accendere una speranza e un dubbio: forse tutto quel buio, quella paura e quel dolore potevo guardarli. E potevo superarli. E potevo addirittura andare oltre. Scomparire e fare finta di nulla non era l’unica soluzione!
Ho iniziato ad avere meno freddo. E meno paura.

Poi in pochissimi mesi è arrivata la necessità di trovare un altro posto di lavoro, la brutta fine di un rapporto di amicizia che consideravo fondamentale, e l’endometriosi. Insomma dentro quella grotta era diventato tutto ancora più buio, ma io avevo meno freddo e meno paura e soprattutto avevo capito che avevo bisogno di aiuto, e per una volta non mi sono vergognata a chiederlo.
L’ho chiesto a Cristiana. E ai fiori di Bach.

Il rumore è stata la prima cosa che è sparita. In quella grotta non c’era più tutto quel frastuono, ma silenzio… e ogni tanto una voce, chiara e pulita. “Tutti possono scegliere! C’è sempre un’alternativa. Se non la vedi è solo perché le conseguenze ti fanno troppa paura, ma lei c’è. Sei tu che non la vuoi vedere”. E’ stata la prima cosa che ho sentito chiaramente, un giorno come tanti.
Nuovi occhi è stata la seconda cosa che ho sperimento. In tutto quel buio, denso e impenetrabile, i fiori mi hanno aiutato a guardare le cose in modo diverso…hanno letteralmente aperto altri occhi dentro di me, così che potessi guardare quello che con i miei veri occhi non avrei mai potuto vedere. E mi sono vista in piedi. Nonostante tutto quello che era successo. Nonostante il dolore. Nonostante avessi perso quell’amica che ritenevo il mio sostegno più grande. Ero in piedi. Da sola. Con le mie forze. Ero in piedi. E potevo camminare.
E allora ho iniziato ad esplorare quella grotta e quello che c’era dentro.

Sogni, libri, il teatro, la palestra, la musica, gli incontri con Cristiana, le chiacchere con le amiche, le chiacchere con me stessa… questo e tanto altro mi hanno permesso di riprendere contatto con il mio corpo, e con me. Di riprendere contatto con l’amore. Con l’amore per me.

Una mattina uscendo da una libreria, dopo aver chiacchierato e riso con la commessa, ho improvvisamente realizzato che non avevo più paura delle persone. Non le percepivo più come un pericolo, perché non avevo più paura di me. In effetti non pensavo più di essere un pericolo da cui difendermi!
Solo allora ho realizzato di aver avuto sempre paura di me. E che per proteggermi da possibili danni cercavo a tutti i costi di tenermi nascosta e sotto stretto strettissimo controllo. Forse ero un mostro, un animale selvaggio, o forse altro…non lo so…era pericoloso avvicinarsi e scoprirlo. L’unica cosa saggia da fare era chiudermi in prigione e tenermi alla larga da tutti, così che non potessero sospettare nulla, così che non potessi fare del male a nessuno, me compresa.
Adesso però sapevo che non era vero. Che non dovevo nascondermi, né avere paura di me. Non ero un pericolo, né per me né per gli altri.
Tutto questo mi ha aiutato a capire anche un’altra cosa: non ero una pazza scriteriata, ma semplicemente seguivo delle regole. Solo che erano così profonde e nascoste che non le vedevo più. Vedevo solo i miei comportamenti. E mi sembravano senza senso. Vedevo solo la mia incapacità di portare a termine le cose, la mia lentezza, la mia indecisione, il mio non sapere dove andare, il mio continuo rimandare, la mia paura di scegliere, la mia paura degli altri, il mio rimanere sempre lontana…e non riuscivo a cambiare niente. Non riuscivo a cambiare un bel niente!
Perché quelli erano solo dei semplici comportamenti. A decidere erano le regole. Io mi sentivo lontana e distaccata dagli altri e da me perché la mia regola era “sei pericolosa”!

Dentro quella grotta a poco a poco ho ritrovato e riscoperto le mie regole. I fiori mi hanno dato il sostegno, la forza e il coraggio di cercarle. Di accettarle. Di affrontarle. E di vivere tutto il dolore che si portavano dietro. Era come entrare in un pozzo nero. Ma era un dolore diverso da quello che sentivo prima, da quello che avevo sentito in tutti questi anni. Prima era una goccia che cadeva continua, senza sosta, perenne. Sembrava piccola, quasi insignificante, eppure non finiva mai. Ogni volta mi illudevo che fosse l’ultima, ma c’era sempre un’altra goccia pronta a scendere. Era un dolore piccolo, ma sfiancante. Quel pozzo invece è grande. E pieno di acqua. Nera. Nerissima. Eppure ogni volta che mi faccio coraggio, entro e mi abbandono, dopo tonnellate di lacrime ne esco rigenerata. Mi dona fiducia per me stessa. Mi dona comprensione. Mi dona amore. Finalmente mi capisco. Finalmente mi vedo. Finalmente mi riconosco.

E poi ho iniziato a ripercorrere quel tunnel, quello che mi aveva portato alla grotta. E sulla strada ho trovato altre regole, altri pozzi, altra comprensione, altro amore.

Ora sono arrivata qui. A quel vissero per sempre felici e contenti.
Non è certo colpa delle favole se sono finita in quella grotta…loro mi hanno aiutato a capire quello che volevo: essere felice!
Solo che da piccola ho sbagliato strada! E crescendo ho continuato a farlo. Pensavo che la strada “essere speciale” mi avrebbe portata dritta dritta alla felicità. Non lo sapevo che ce n’era anche un’altra, di strada. O forse non l’ho voluta vedere. O forse mi faceva paura. Comunque ora lo so che c’era, che c’è … un’altra strada. Si chiama “essere se stessi”. E’ lì che voglio andare. E’ li che sto andando. E’ quella la strada che voglio prendere. Pare ci sia anche un’anima. Pronta a danzare con me. Ed io da un po’ di tempo ho un’irresistibile voglia di danzare. E di conoscerla, quell’anima."

domenica 4 dicembre 2016

COME UN TRAUMA PROFONDO PUO' DIVENTARE UNA RINASCITA


Carissimi amici, come state?
E' da tempo che questo blog è un pochino trascurato, ma il lavoro prosegue quotidianamente.
Per "lavoro", intendo l'aiuto che i nostri meravigliosi fiori ci donano; 
un sostegno inestimabile, perché il benessere non ha prezzo, e la testimonianza della donna che ha scelto di raccontare brevemente la sua esperienza qui sotto ce lo conferma ancora una volta.

Una donna che un anno fa ha subìto un intervento ginecologico che doveva essere una semplice pulizia, ma che si è ritrovata mutilata delle sue tube di Falloppio e ha vissuto per i mesi successivi pensando che l'unica soluzione al suo profondo dolore fosse un atto estremo. Quell'atto estremo di chi sopravvive senza più pensare che ci possa essere una speranza di ritornare a essere felici e di realizzare i propri desideri.


Una donna che ha compreso l'insegnamento che ha voluto trasmetterle un'esperienza così traumatica, e che le ha permesso di guarire tante ferite interiori, oltre alla ferita fisica, rinascendo nuova:

"Ad un anno esatto da quel maledetto o forse "benedetto" intervento, adesso mi alzo la mattina, mi guardo alla specchio e dico "Avanti cosi"!
Sono una persona completamente nuova.
Sono felice.
Felice di essere ció che sono.
Sono felice perché dentro sono serena, soddisfatta del mio percorso di rinascita, felice delle persone che ho accanto, delle mie scelte in armonia con la mia anima.
Queste parole le dedico in primis a me stessa e poi a Cristiana e alla sua floriterapia, e infine a tutte quelle donne che come me stanno lottando con un qualcosa di traumatico.
Perché non c'è niente di più bello che vedere una donna che rinasce, che ritorna a sorridere e che ogni giorno ringrazia il cielo di essere ancora qui a crederci e a porsi degli obiettivi.
Ammetto di essere stata scettica sull'efficacia delle essenze floreali all'inizio, ma mi sono ricreduta quando ho iniziato a vedere che ogni avvenimento che vivevo era ritornato a essere positivo, persino la perdita di un parente caro è stata vissuta con intensità e consapevolezza, come mai prima avrei pensato di viverla.
E quindi invito chiunque di voi donne a credere in se stesse, a non arrendersi mai perché la vita è unica e meravigliosa.
"


Grazie per le tue parole e per aver scelto di condividere qui la tua esperienza.


lunedì 1 agosto 2016

ESSERE NEL PROPRIO POTERE INTERIORE


Carissimi amici,
nonostante il blog sia un pochino abbandonato in questi ultimi mesi, il lavoro prosegue costantemente ogni giorno e, proprio grazie alla costanza e al desiderio di aiutare, arrivano i risultati della semina quotidiana che viene svolta per portare luce al buio.
Con questo articolo desidero condividere l'esperienza di Valentina, una donna coraggiosa che ha scelto di guardare il proprio buio e di guarire situazioni irrisolte dentro se stessa.
L'apertura del grande cuore di Valentina viene dimostrata anche dalla sua decisione di condividere la sua esperienza affinché possa essere di esempio anche per altri.
Ecco le sue semplici e profonde parole:
 
I momenti bui capitano nelle vite di tutti, si sa, vanno e vengono. 
Io ne ho passati diversi, ma l'anno scorso, il mio aveva deciso di restare.... Mi dicevo passerà, forse ultimamente sono più stanca, nervosa....eppure più passavano i giorni, più mi ero "cucita addosso" quello stato d'animo. 

Mi capitava di stare in mezzo alla gente e non parlare per paura di sbagliare, che nessuno mi ascoltasse, di sentirmi sempre inadeguata, inopportuna, anche con le persone a me care, famigliari. 
Era come se tutti potessero farmi e dire tutto, tanto non reagivo. 
Io che ho sempre avuto una forte personalità mi trovavo ad essere "passiva alla mia vita", fino a chiedermi, sono depressa? 
Poi la svolta. 

Una cliente un giorno mi parla di Cristiana, dei fiori di Bach e della sua esperienza. Così spinta dalla voglia di rialzarmi, di ritovarmi, la contatto. 
Non è stato facile, non sapevo cosa dire, da dove iniziare. 
Lei si è mostrata subito disponibile e paziente, ascoltava ma senza giudizio, parlava ma senza consigliare. Semplicemente mi guidava. 

Appena arrivarono i fiori mi ci "attaccavo" come se fossero pozione magica! :-)
Sono stati mesi in cui ho viaggiato, percorso km e km ma non su strada. Dentro di me. È venuto fuori di tutto. Le lacrime, le crisi, i confronti rimandati e gli scontri doverosi. 
Così sono trascorsi mesi, le conversazioni con Cristiana erano più profonde, intime. Ho pianto senza vergognarmi, mi sono aperta a lei come mai con nessuna. 

Come sono oggi? Forte. Questa è la parola che mi caratterizza: FORZA. 
Ho imparato a rispettarmi, a lasciare andare persone, ad accettarle altre. 
E soprattutto ho imparato ad amare. Più di tutti me stessa. 
Le persone mi vedono più bella, solare, aperta. Quanto mi piaccio!!! 
Ci saranno altre salite durante il mio percorso, è normale, ma ora ho tutti gli elementi per poterli superare e una grande amica su cui poter sempre contare. Grazie Cristiana. Le cose belle vanno dette e condivise così da poter essere da aiuto. 
Questa è la mia esperienza. Valentina

Grazie di cuore a te Valentina <3 font="">